Il calendario ATP entra nella sua fase più spettacolare. Questa domenica 5 aprile 2026 segna il via del Monte-Carlo Masters, il primo grande torneo sulla terra battuta della stagione. Sui campi affacciati sul Mediterraneo, l'élite mondiale si ritrova per una transizione spesso insidiosa tra il cemento e il "rosso", con una posta in gioco storica: il primo posto nel ranking mondiale.
Alcaraz: Lo slancio di Melbourne
Arrivato nel Principato con il trofeo dell'Australian Open 2026 in tasca, Carlos Alcaraz sembra intoccabile. Lo spagnolo, tornato numero uno al mondo dopo il trionfo a Melbourne, inizia la stagione sulla sua superficie preferita con una fiducia assoluta. Il suo gioco, fatto di variazioni e palle corte, è naturalmente tagliato per la terra. Per lui, Monte-Carlo è l'occasione per allungare in classifica prima di puntare al Roland Garros.
Sinner: L'assalto al trono
Tuttavia, la minaccia non è mai stata così vicina. Jannik Sinner, attuale numero due del mondo, è a poche centinaia di punti dalla vetta. L'azzurro ha fatto evolvere notevolmente il suo gioco sulla terra battuta, guadagnando in pazienza e resistenza nei lunghi scambi da fondo campo. Se dovesse imporsi il prossimo 12 aprile, potrebbe, a seconda dei risultati del rivale spagnolo, diventare il primo italiano della storia a dominare il ranking ATP.
Le insidie della terra battuta
Il passaggio alla terra è sempre una sfida fisica. Le scivolate, l'altezza del rimbalzo e la durata degli scambi cambiano radicalmente la tattica. Se gli specialisti come Casper Ruud o Stefanos Tsitsipas (già tre volte vincitore qui) saranno da tenere d'occhio, l'incertezza regna intorno a Novak Djokovic. A 38 anni, il serbo gestisce il suo calendario con parsimonia, ma la sua scienza del piazzamento resta una minaccia per tutti i partecipanti.
Conclusione
Il torneo di Monte-Carlo 2026 si annuncia come un vero braccio di ferro psicologico. Tra un Alcaraz al culmine della forma e un Sinner affamato di successi, il Principato sarà teatro di un possibile passaggio di consegne o della conferma di un regno. Una cosa è certa: la stagione sul rosso non poteva iniziare meglio.
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